L'edizione di quest'anno de "Il Maggio filosofico" è dedicata all'Europa. Non solo perché in questo mese si terranno le elezioni per il Parlamento Europeo, ma soprattutto perché da oltre un decennio, ormai, il vecchio continente è il vero malato mondiale, in crisi politica, economica e di identità. Il 26 maggio saranno chiamati alle urne oltre 400 milioni di cittadini europei, ma il rischio concreto è che meno della metà esprimerà davvero un voto che ad ogni tornata appassiona sempre meno. Da tanti anni ormai, come associazione "La Fornace" e come "Maggio Filosofico", ci occupiamo della crisi europea, e quest'anno ci sembra che sia l'occasione giusta per fare il punto della situazione.

Per introdurre il tema, la prima serata (che non sarà come d'abitudine al giovedì, bensì si terrà MARTEDI' 7 MAGGIO) sarà dedicata al mito di Europa. Per l'occasione, verranno recitati testi tratti dai grandi classici (Erodoto, Omero, Ovidio, Orazio), per la speciale regia e con la partecipazione di Donatella Allegro.

La seconda serata si terrà GIOVEDI' 16 MAGGIO e sarà dedicata all'Europa nella storia, ovvero al mito degli Stati Uniti d'Europa. Ne parlerà Ernesto Screpanti, docente di Economia Politica all'Università di Siena e storico del pensiero economico.

Il terzo appuntamento sarà GIOVEDI' 23 MAGGIO e si tratterà dell'Europa e della sua moneta. Uno dei più grandi ed irrisolti equivoci della storia europea riguarda, in effetti, proprio il suo processo di integrazione monetaria e la paradossale idea che tale processo avrebbe creato ipso facto l'Europa politica. Interverranno sul tema Marco Passarella, docente di Economia presso l'Università di Leeds, e  Massimo D'Angelillo, anch'egli economista, a capo del think-tank bolognese Genesis.

La quarta e ultima serata della rassegna si terrà GIOVEDI' 30 MAGGIO e, inevitabilmente, non potrà che essere dedicata all'analisi dell'esito del voto europeo della domenica precedente. Analisi che sarà affidata ad una tavola rotonda cui parteciperanno Aldo Giannuli, docente di Storia Contemporanea presso l'Università di Milano; Giorgio Gattei, storico del pensiero economico presso l'Università di Bologna, e Valerio Romitelli, storico del pensiero politico presso l'Università di Bologna.

La locandina con il programma dettaglio è disponibile qui

Sono ormai passati 20 anni dal debutto dell'Unione Monetaria Europea e ne sono passati ormai 10 dalla "Grande Depressione" innescata dalla crisi dei mutui sub-prime negli USA. In questo periodo, l'Italia ha perso circa 6 punti percentuali di PIL in termini reali, e in termini pro-capite siamo allo stesso livello del 1999. Poco meglio è andata agli altri Paesi dell'Europa meridionale. Le divergenze macroeconomiche all'interno dei Paesi europei sono aumentate, così come sono cresciute le disuguaglianze sociali all'interno degli stessi Paesi. Il fallimento dell'austerità e dell'impostazione ordo-liberista è ormai sotto gli occhi di tutti, persino per ammissione stessa dei leader delle istituzioni europee.

Tutto questo ha portato ad una profonda trasformazione degli scenari politici nazionali. Le tradizionali forze del campo socialista e socialdemocratico hanno subito ovunque un forte ridimensionamento e in alcuni casi veri e propri tracolli; per contro, sono sorte un po' ovunque forze anti-sistemiche e populiste che in alcuni casi hanno le caratteristiche dell'estrema destra xenofoba e nazionalista, ed in altri hanno invece assunto richiami più movimentisti, ambientalisti e aspirazioni alla democrazia diretta.

Come è possibile risollevare le sorti del continente europeo? L'Unione (Monetaria) Europea si può cambiare o si deve abbattere? Sarà questo il tema che affronteremo in un incontro pubblico con Domenico Moro, sociologo e ricercatore Istat, autore del volume "La gabbia dell'euro. Perché uscirne è internazionalista e di sinistra"; e con Toni Iero, economista e responsabile dell'Ufficio Studi di un noto gruppo bancario-assicurativo. L'incontro di terrà SABATO 26 GENNAIO alle ore 17,00 presso la Casa per la Pace "La Filanda" di Casalecchio di Reno, in via Canonici Renani, 8.

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L'anno scorso, in occasione del centesimo anniversario della disfatta di Caporetto, decidemmo di ricordare "l'altro '17 in Italia" con un reading di "Viva Caporetto" di Curzio Malaparte.

Nel suo provocatorio testo Malaparte diede una singolare interpretazione della disfatta di Caporetto come di una rivolta di classe che non sfociò in rivoluzione per l'assenza di un leader sufficientemente carismatico alla Lenin. Naturalmente, "Viva Caporetto!" fu immediatamente censurato dal governo Giolitti, e non ebbe miglior sorte un anno più tardi col governo Bonomi, quando fu riproposto col titolo "La rivolta dei santi maledetti". Venne pubblicato soltanto nel 1980, a cura di Mario Isnenghi.

Ad un anno di distanza è con grande soddisfazione che segnaliamo che, nell'ambito della VII edizione del festival Barrique (per dettagli vedi qui), il prossimo sabato 15 dicembre 2018 alle ore 18 presso la Mediateca Gateway in via San Petronio Vecchio, 33/b a Bologna si terrà una replica di quella lettura da parte della stessa compagnia, nel frattempo denominatasi "Compagnia del Maggio".

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