di Roberto Ferretti

Marco Müller, riconfermato direttore della biennale cinema di Venezia (nonostante le polemiche dello scorsa edizione), ha tentato di tutto per svecchiarne l’immagine. La cerimonia d’apertura della 65’ Mostra Internazionale è stata accompagnata dalla posa della prima pietra del nuovo palazzo del cinema, la cui ultimazione è prevista per il 2011.

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di Roberto Ferretti

La 58’ edizione del festival di Berlino si è conclusa con cifre da capogiro: 1.600 invitati, 1.256 proiezioni, 20.000 accreditati da 125 paesi, inclusi i 4.200 giornalisti e 230mila biglietti staccati per i 430mila spettatori che si sono, senza litigi, spalmati su ben 383 film. Davanti ad una macchina organizzativa così imponente ci siamo sentiti disarmati. Per esprimere un giudizio completo saranno sufficienti le proiezioni alle quali assistiamo?

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di Fabrizio simoncini

Da un po’ di tempo a questa parte al festival di Berlino gli italiani che vengono premiati non sono film o attori in concorso ma personalità che hanno fatto la storia del cinema italiano (vedi quest’anno il premio alla carriera a Francesco Rosi) o il premio speciale dato l’anno scorso a Gianni Minà per i suoi documentari su Fidel Castro e Che Guevara.

Questo deve far riflettere sui motivi che fanno sì che il cinema italiano possa dichiararsi ufficialmente in crisi. Da tempo quando si va al cinema si resta delusi dalla tipologia dei lungometraggi che il nostro “belpaese” propone. Personaggi stereotipati e situazioni trite conditi in salsa di commedia drammatica.

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