Vi invitiamo tutti VENERDI' 2 DICEMBRE a Pianoro per la conclusione della campagna referendaria in favore del "NO". Ci troviamo al parco Marco Biagi alle 16,30, ci metteremo quindi in cammino "sul sentiero della Costituzione" per arrivare alla casa del Popolo in via Grillini, 12 dove ci aspetterà un "aperitivo rinforzante" a base di castagne e vino.

Ci sarà un microfono aperto dove tutti i partecipanti potranno motivare al meglio il loro NO allo stravolgimento della nostra carta costituzionale.

Scarica qui la locandina dell'evento.

In occasione dell'imminente elezione presidenziale negli Stati Uniti, abbiamo pensato di dedicare al tema dell'odio americano nei confronti dei loro nemici interni ed esterni una rassegna di film che si terranno presso la biblioteca comunale di Rastignano in piazza Piccinini, 4. Le proiezioni si terranno martedì 8, mercoledì 16, martedì 22 e martedì 29 novembre con inizio alle ore 20,45.

Si inizia martedì 8 novembre con la proiezione dell'ultimo film di Jay Roach  "L'ultima parola - La vera storia di Dalton Trumbo", famoso ed apprezzato regista americano, bandito per anni dalla scena pubblica per il suo essere comunista in epoca maccartista.

Mercoledì 16 novembre verrà proiettato "La seconda guerra civile americana", grottesca e surreale commedia di Joe Dante sull'odio per lo straniero.

Martedì 22 novembre sarà la volta di "99 homes. Speculazione e avidità", film di Ramin Bahrani sull'esecuzione degli sfratti dopo lo scoppio della crisi dei mutui sub-prime.

La rassegna si concluderà martedì 29 novembre con la proiezione de "Nella valle di Elah" di Paul Haggis, film sulle conseguenze in patria delle guerre infinite americane.

Scarica qui la locandina della rassegna.

In attesa di pubblicare le info sulle prossime iniziative che stiamo mettendo in campo per la campagna per il "NO" al referendum costituzionale", mettiamo a disposizione un po' di materiale informativo.

Il primo volantino si riferisce a come cambierebbe l'articolo 70 nell'ipotesi che la riforma venisse approvata. Uno degli articoli semplici, limpidi e chiari, composto da sole 9 parole verrebbe sostituito da un obbrobrio di quasi 500 parole. Tante ne sono servite a questi sedicenti riformatori per individuare i diversi percorsi legislativi col fine presunto di renderli più snelli. Un guazzabuglio con continui rimandi ad altri articoli che provocherebbe certamente una nuova mole di contenzioso costituzionale sulle competenze del nuovo senato.

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Il secondo documento entra un po' più nel merito della riforma: il nuovo Senato non verrebbe più eletto direttamente dai cittadini, bensì dai consigli regionali, in barba all'art.1 che recita: "la sovranità appartiene al popolo".

Il mandato dei nuovi senatori coinciderebbe con il mandato del loro consiglio regionale di appartenenza (o con il loro mandato di sindaco): la composizione del Senato muterebbe quindi in continuazione. Inoltre, i 5 senatori di nomina del presidente della Repubblica non sarebbero più a vita bensì anche il loro mandato sarebbe legato a quello presidenziale (dunque il loro ruolo diventa molto più politico). I nuovi senatori avrebbero peraltro grosse difficoltà a conciliare i loro mandati sul territorio con quello a Roma, ma otterrebbero in cambio l'immunità parlamentare. Si può quindi immaginare che questa prerogativa possa diventare un criterio per la scelta dei nuovi "senatori".

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L'aspetto più aberrante della riforma rimane comunque il suo "combinato disposto" con la legge elettorale per la Camera. Con l'Italicum, il partito che vince il ballottaggio, anche se al primo turno dovesse ottenere meno di un quarto dei voti espressi, otterrebbe l'abnorme premio di maggioranza di 340 deputati, il 54% del totale, e controllerebbe così il parlamento, il governo, potrebbe eleggersi il suo Presidente della Repubblica (che verrebbe così ridotto ad un mero notaio), i suoi giudici costituzionali ed i suoi membri della Cassazione.

L'Italia si trasformerebbe così in un premierato assoluto. I poteri del governo sarebbero molto più vasti e senza contrappesi, anche per effetto del riaccentramento di molte funzioni oggi assegnate alle Regioni.

Per la difesa della democrazia e della Costituzione più bella del mondo, il 4 dicembre VOTA NO.