Abbiamo pensato di iniziare il 2016 con una nuova rassegna di incontri sul tema della crisi economica. L'impressione è che, all'interno di una sua dimensione strutturale, la crisi economica attraversi delle fasi cicliche di tregua e di nuova recrudescenza. In questi momenti di "crisi nella crisi", per così dire, essa assume forme nuove.

Così, se otto anni fa era stata la crisi dei "mutui subprime" e quattro anni fa era stata la crisi dell'euro e dei debiti sovrani europei, oggi sembrerebbe la crisi del sistema bancario. Anzi, dei sistemi bancari, quelli europei in modo particolare.

Ecco perché abbiamo pensato di dedicare la prima serata di questa rassegna al "bail-in", ovvero a quella normativa imposta dall'Europa che prevede una corresponsabilità dei creditori (leggi "risparmiatori") a copertura dei crediti "deteriorati" che si trovano nelle pance delle banche.

Ne parleremo GIOVEDI' 28 GENNAIO alle ore 20,45 presso la Casa della Pace "La Filanda", in via Canonici Renani, 8 a Casalecchio di Reno (BO)

con Toni Iero, analista economico e redattore della rivista "Cenerentola", e con il prof.Giorgio Gattei, già docente di Storia del Pensiero economico presso l'Università di Bologna.

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Vedi le slide degli interventi dei due relatori qui

 

Dall'inizio della crisi finanziaria mondiale indotta dal crack di Lehmann Brothers e dallo scoppio della bolla dei mutui “sub-prime”, tutti i paesi europei sono stati sottoposti a pesanti dosi di austerità. Aumento delle tasse indirette, privatizzazioni, tagli ai salari ed alla spesa sociale, e precarizzazione del lavoro sono gli ingredienti di questa famigerata ricetta che ha impoverito quasi tutti i paesi europei, specie quelli mediterranei.

La Grecia, in particolare, a sette anni dall'inizio della crisi ha perso oltre un quarto del suo PIL, ha triplicato la disoccupazione (dall'8,4% al 27,5%) e ha ridotto in miseria una parte importante della sua popolazione. Il suo debito pubblico è salito dal 109% al 175% del PIL, ed i suoi principali creditori sono oggi le cosiddette “istituzioni”, cioè la "Troika" di ieri (FMI, BCE ed eurogruppo, oltre a banche nazionali e straniere).

Ma dopo la vittoria di Syriza in gennaio qualcosa sta cambiando. Le privatizzazioni sono state bloccate, è stata riaperta la televisione pubblica, sono stati cancellati i tagli alle pensioni ed è stato aumentato il salario minimo. Per rendere possibili queste ed altre misure, il governo di Alexis Tsipras ha chiesto un allentamento dei vincoli europei ai conti pubblici e più tempo, ma le “istituzioni” internazionali sembrano voler fare ben poche concessioni.

Riuscirà la piccola Grecia a scardinare l'ortodossia liberista europea? Ne parleremo in un incontro pubblico che si terrà

 VENERDI' 10 APRILE, ALLE ORE 18

presso la sala Walter Benjamin, in via del Pratello, 53.

 con:

Pier Giorgio Ardeni, docente di Economia Politica all'Università di Bologna, e

Toni Iero, dell'ufficio studi di un noto gruppo finanziario

Coordinerà l'incontro Giorgio Gattei, già docente di Storia del pensiero economico presso l'Università di Bologna. L'incontro sarà preceduto da un aperitivo.

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Riceviamo e pubblichiamo volentieri le slide dell'intervento di Paolo Pini dello scorso 18 novembre a Rastignano, dal titolo "Europa, deflazione salariale e art.18. Cosa c'è dietro lo scambio tra flessibilità e riforme".

L'intervento entra nel dettaglio dei provvedimenti governativi in corso di approvazione sul mercato del lavoro, e dimostra con dati quantitativi come i teoremi "più flessibilità = più produttività" e "più flessibilità = più occupazione" siano oggettivamente falsi.

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