Lo smarrimento della sinistra italiana


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di Andrea Manganaro

Sintesi commentata dell’articolo di Perry Anderson sulla crisi della sinistra, pubblicato su "Internazionale" 1° maggio 2009

Il tema che è stato scelto quest’anno per il ciclo di incontri denominato “maggio filosofico”, il cui programma si può trovare in questo sito, è lo stesso con cui, per fortuita coincidenza, ha scelto di uscire il settimanale Internazionale proprio nella prima settimana dello scorso mese di maggio, con una copertina raffigurante un’inquietante immagine di Carlo Marx che si punta una pistola alla tempia. Il tema della crisi della sinistra, per lo meno di quella italiana, è naturalmente di stringente attualità, non tanto per la scontata vittoria elettorale dello schieramento di centro-destra nelle elezioni politiche dello scorso anno, quanto soprattutto per altri due precisi motivi: 1) la scomparsa dal parlamento italiano, per la prima volta nella storia repubblicana, di ogni forza politica di estrazione socialista o comunista; 2) soprattutto, il forte deficit culturale e programmatico sia di queste forze di sinistra, sia delle forze di centro(sinistra) presenti in Parlamento. All’interno di queste formazioni, infatti, si mescolano da troppi anni istanze contraddittorie quali diritti sociali e del lavoro, welfare e programmazione economica da una parte, e libertarismo, ecologismo radicale ed illusioni anti-moderniste dall’altra. Senza tener conto, viceversa, della marcata tendenza alla “modernizzazione” liberista che caratterizza il principale partito erede del PCI.

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