“(DOVE) E’ FINITA LA SINISTRA?”: RESOCONTO DELLE SERATE DEL MAGGIO FILOSOFICO

Le quattro serate che hanno caratterizzato la rassegna del “maggio filosofico” di quest’anno sono state dense di contenuti, rispetto ad un tema di stringente attualità politica. Per proseguire il dibattito, si riporta in queste pagine un resoconto degli interventi presentati dai vari relatori, ciascuno dei quali ha affrontato il tema sulla base non soltanto della propria specializzazione accademica, naturalmente, ma anche sulla scorta della propria sensibilità politica. La discussione in seno al nostro gruppo è ancora in corso. Pubblicheremo in seguito commenti ed impressioni emerse nella discussione, cui si invitano a partecipare anche i lettori, che possono inviare i loro commenti a
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di Andrea Manganaro

Sintesi commentata dell’articolo di Perry Anderson sulla crisi della sinistra, pubblicato su "Internazionale" 1° maggio 2009

Il tema che è stato scelto quest’anno per il ciclo di incontri denominato “maggio filosofico”, il cui programma si può trovare in questo sito, è lo stesso con cui, per fortuita coincidenza, ha scelto di uscire il settimanale Internazionale proprio nella prima settimana dello scorso mese di maggio, con una copertina raffigurante un’inquietante immagine di Carlo Marx che si punta una pistola alla tempia. Il tema della crisi della sinistra, per lo meno di quella italiana, è naturalmente di stringente attualità, non tanto per la scontata vittoria elettorale dello schieramento di centro-destra nelle elezioni politiche dello scorso anno, quanto soprattutto per altri due precisi motivi: 1) la scomparsa dal parlamento italiano, per la prima volta nella storia repubblicana, di ogni forza politica di estrazione socialista o comunista; 2) soprattutto, il forte deficit culturale e programmatico sia di queste forze di sinistra, sia delle forze di centro(sinistra) presenti in Parlamento. All’interno di queste formazioni, infatti, si mescolano da troppi anni istanze contraddittorie quali diritti sociali e del lavoro, welfare e programmazione economica da una parte, e libertarismo, ecologismo radicale ed illusioni anti-moderniste dall’altra. Senza tener conto, viceversa, della marcata tendenza alla “modernizzazione” liberista che caratterizza il principale partito erede del PCI.

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di Francesco Guerra

1.

A poco tempo fa, risale la pubblicazione di un documento della Congregazione per la dottrina della fede, la quale, dopo venti anni di presidenza ratzingeriana, vede oggi a capo il cardinale americano William Levada. Tale documento intende precisare alcune ‘cattive’ interpretazioni in cui, nel corso del tempo, sarebbe incorso il Concilio vaticano II.
Venendo alla sostanza, il testo della Congregazione per la dottrina della fede, che ha ricevuto l’approvazione del papa, si concentra sull’affermazione della Lumen gentium, costituzione apostolica del Concilio vaticano II. Qui si dice che la Chiesa di Cristo sussiste nella Chiesa cattolica. La presenza del verbo sussiste aveva sempre lasciato intendere che oltre alla chiesa cattolica ci fosse spazio anche per altre chiese cristiane. Questa interpretazione, nel testo in questione, è stata respinta con forza e in via definitiva.

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